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LEZIONI DA DUE UNDICENNI, uno di Milano, l’altro di Rieti, per prepararsi ad essere persone migliori e ascoltare

LEZIONI DA DUE UNDICENNI, uno di Milano, l’altro di Rieti, per prepararsi ad essere persone migliori e ascoltare

Rino Panetti

gennaio 5th, 2018

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11 anni compiuti nel 2017. Leo di Rieti, Jacopo di Milano.
Domani si saluteranno come due vecchi amici, custodendo dentro di sé ciascuno qualcosa dell’altro.
Tutto era cominciato un mese prima con una richiesta tanto insolita quanto lungimirante da parte della Squadra di Basket giovanile “Nuova Olimpia” di Milano (Armani Jeans): “Per il vostro Torneo della Befana, anziché portare i nostri ragazzi in albergo ci piacerebbe che fossero ospitati nelle famiglie dei giovani giocatori reatini. E’ una cosa che facciamo normalmente ogni volta che abbiamo tornei”.

La forza dei “Viaggi di Immersione”

C’è una forza speciale in questa scelta: lo sport come opportunità per i giovani di vivere esperienze di profonda immersione in contesti diversi; lo sport come palestra unica per prepararsi al futuro.
Il termine con cui gli esperti di cambiamento chiamano queste esperienze è “Sensing (o “Learning”) Journeys”. Si tratta di metodologie molto usate da chi affronta contesti complessi, al fine di conoscerli profondamente prima di prendere decisioni.

Prepararsi al futuro imparando ad ascoltare

Ma pensiamo alle potenzialità anche (se non soprattutto!) per i giovani:
I “Viaggi di Immersione” consentono di attivare una conoscenza profonda della realtà e di se stessi spostandosi in ambiti e contesti meno familiari, vivendo esperienze rilevanti, aumentando la consapevolezza su aspetti differenti dal proprio “vissuto”.
Si tratta di metodologie che hanno una particolare rilevanza non solo per ciò che ne consegue in termini di “esperienza”, ma perché insegna a esercitare tre particolari tipologie di ascolto:

a- ascoltare gli altri (cosa dice il mio amico e i suoi famigliari, a cosa danno importanza, quali valori esprimono, ecc.)


b- ascoltare dal “tutto” emergente (ascoltare da ciò che sta emergendo dagli attori e dagli spazi in cui ci siamo immersi)

c- ascoltare se stessi (come mi sento di fronte a tutto ciò? Cosa sta cambiando in me? Cosa davo per scontato e non lo è? Ecc.)

Proprio in un’epoca in cui sembra che l’Ascolto sia il grande assente (tutti hanno qualcosa da dire, pochi restano in ascolto profondo), queste esperienze possono essere determinanti per diventare persone migliori nel futuro.
In un periodo storico in cui nessuno può vantarsi di possedere la conoscenza piena di qualsiasi argomento, si affermeranno coloro che sapranno osservare e imparare rispetto a chi penserà solo ad affermare la sua, parziale visuale”.

E così, a mio figlio (Leo) ho raccomandato di vivere questi quattro giorni osservando, ascoltando: “Resta leggero, con mente e cuore aperti, sospendi il giudizio, predisponiti alla meraviglia, apriti alla curiosità.”
Ecco le domande a cui mi piacerebbe rispondesse, scrivendo:

– Cosa è stato sorprendente o inaspettato?

– Cosa mi ha particolarmente ispirato nei comportamenti di Jacopo e in quali momenti?

– Cosa invece mi ha causato disagio… quando e perché?

– Come Jacopo ha affrontato situazioni critiche (ad esempio l’essere fuori di casa per quattro giorni, ecc. … con quali azioni, con quali atteggiamenti)?

– Di cosa Jacopo si è stupito nei suoi quattro giorni di permanenza con noi, a Rieti? Perché, secondo me?

– Cosa ho pensato quando l’ho visto in difficoltà?

– Cosa davo per scontato, che invece si è dimostrato inesatto o infondato? Cosa ho imparato da questo? Quali i limiti dei pregiudizi? In che modo le mie convinzioni rischiavano di incrinare il rapporto con Jacopo o non farmi accorgermi di cose?

– In sintesi, i tre più importanti insegnamenti da questa esperienza sono stati…

Incubazioni per essere persone migliori

Non so cosa Leo scriverà rispetto a quelle domande. Forse poco, ma non importa.
L’importante è non perdere l’occasione per incubare la consapevolezza della centralità dell’ascolto e del sospendere il giudizio.
Del resto, illuminanti sono già alcune sue osservazioni stupite, come ad esempio:
il meravigliarsi di come Jacopo abbia sottolineato il silenzio della notte in campagna a Rieti, di come si sia sorpreso di una farfallina entrata in camera, di come chiamasse “monte” quella che per noi è La Montagna per antonomasia (il Terminillo)…
Tutto ciò insegna a cambiare prospettiva, ad interrompere lo sguardo dal solito posto…tutto ciò serve a preparare persone migliori

Rino Panetti

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